LA PRATICA: L’AUTOMASSAGGIO

“Chi conosce gli altri è saggio, Chi conosce sé stesso è illuminato”

 Sicuramente Lao Tze voleva dare un significato ben più profondo a questo passaggio del TAO TE CHIN ma da dove partire nel conoscere noi stessi se non dal corpo, la parte più “materiale” e tangibile del nostro essere.

L’Automassaggio è un ottimo modo per iniziare a conoscere noi stessi e a comprendere il funzionamento del nostro corpo; inoltre ci fornisce un sistema per curarci, rilassarci o prepararci alla “pratica” in maniera semplice ed efficace.

Nella storia delle discipline orientali si parla spesso di massaggio e automassaggio sia come sistema di cura che come pratica volta all’accrescimento personale. Nel “Kong Fou”, testo cinese del 2698 a.C., vengono descritti esercizi fisici e vari tipi di massaggi il cui scopo era il raggiungimento di un perfetto equilibrio psico-fisico. Nel XVIII secolo a.C., L’Ayur-Veda, testo sacro dettato da Brahama ai suoi discepoli, raccomanda il massaggio a scopo igienico. Nondimeno è presente una vasta letteratura sui massaggi ai Punti Energetici tra cui alcuni strettamente legati alla pratica come il punto Zu San Li appartenente al meridiano dello Stomaco di cui si dice “Il saggio porta la cicatrice sul San Li” proprio perché la stimolazione di questo punto porta grande giovamento alla pratica meditativa ed Interna in generale.

Persino nei sistemi delle Arti marziali cinesi sono presenti tecniche di stimolazione tramite massaggio come ad esempio la manipolazione del punto Lou Chu da parte dei praticanti dello stile Hung Gar (sistema marziale tipico del sud della Cina)

Detto questo ricordiamo che il massaggio personale può, come si è già accennato, essere eseguito per il conseguimento del semplice benessere fisico oppure abbinato ad una pratica metafisica (Chi Kung, YOGA, Meditazione ecc….) per conseguire un obbiettivo di tipo spirituale. In entrambi i casi, ma soprattutto nel secondo, esso deve essere preso come una Pratica a tutti gli effetti ponendo la stessa attenzione che si usa dare ad una pratica meditativa, nessun gesto deve essere ripetitivo o fine a sé stesso ma tutto il corpo/mente deve essere rivolto all’azione che si sta compiendo.

La respirazione è fondamentale e deve essere rilassata e coordinata al gesto del massaggio, quando le dita o il palmo agiscono in pressione si inspira mentre quando tolgono pressione si espira, questo ovviamente non riguarda tutta la totalità delle tecniche ma sicuramente la maggior parte.

Bisogna sempre ricordare che nessuno dei gesti che compongono la tecnica deve essere ripetitivo ma sempre ponendo in essa la massima attenzione come se ogni singola ripetizione fosse unica e mantenendo massima concentrazione in ognuno di questi, spesso infatti tramite le tecniche di automassaggio andiamo a stimolare , oltre che le normali reazioni fisiologiche, anche con reazioni legate al corpo “energetico”; questo rende l’automassaggio una pratica metafisica a tutti gli effetti, ad esempio durante la breve pratica che andremo a presentare in seguito è presente una tecnica di pizzicatura dei tendini, durante l’esecuzione è importante capire che è la vibrazione generata a provocare l’effetto e per sapere se è corretta sarebbe molto importante percepirla, questo tuttavia richiede concentrazione e attenzione. Nondimeno all’aumentare del nostro grado di concentrazione aumenta la nostra attenzione e sensibilità; questo è fondamentale visto che uno degli obbiettivi dell’automassaggio è quello di imparare a conoscere il nostro corpo.

Come spesso accade per le pratiche legate ai sistemi metafisici orientali l’efficacia delle tecniche di automassaggio (specialmente quelle che riguardano l’autocura) è legata alla loro esecuzione con regolarità giornaliera.

Qui di seguito andremo ad eseguire alcune tecniche di automassaggio al ginocchio, principalmente legate alle prevenzione di artrosi della rotula (eseguendo una serie di semplici mobilitazioni della stessa), infiammazioni tendinee (pizzicando i legamenti “gracile-tendinoso“ e sfruttando le vibrazioni che ne derivano) alla stimolazione energetica (tramite il massaggio dell agopunto (Hsue) Zu San Li).

Ovviamente nessuno dei seguenti esercizi va eseguito in fase di infiammazione acuta o in presenza di gravi complicanze alle ginocchia senza il consulto di un medico

Tecniche di Automassaggio alle ginocchia

Per prima cosa cominciamo seduti in una posizione comoda se possibile con la schiena appoggiata massaggiando una delle due ginocchia ( non importa da quale inizierete) con ampi sfregamenti sopra e intorno alla zona della rotula, lateralmente e posteriormente usando entrambe le mani. Questa prima fase ha come scopo sopratutto il riscaldamento preliminare dell’area di massaggio, ciò permetterà una migliore riuscita dello stesso; se vogliamo possiamo anche usare un olio neutro come Mandorla o Germe di grano.

Iniziamo ora con alcune tecniche di mobilizzazione della rotula:

  1. Stendiamo la gamba dalla quale abbiamo deciso di iniziare
  2.  Appoggiamo il pollice della mano sulla parte più alta della rotula (quella per intenderci più vicina al femore) ed esercitiamo una leggera pressione verso il basso cercando di mobilitarla appunto, manteniamola per uno due secondi e rilasciamo, ovviamente quest’operazione non dovrà assolutamente risultare dolorosa e il grado di movimento della rotula sarà ovviamente soggettivo.
  3. Continuiamo l’operazione eseguendo la stessa pressione dal basso verso l’alto, poi lateralmente verso l’esterno ed infine lateralmente verso l’interno.
  4. Eseguiamo questa sequenza tre volte.
  5. Poggiamo ora il centro del palmo della mano al centro della rotule massaggiamo lentamente in senso prima orario poi antiorario per tre volte ognuno in modo da farle eseguire un leggero movimento circolare.
  6. Poniamo ora le 5 dita della mano in torno ala rotula come nel gesto di afferrarla ed eseguiamo delle vere e proprie rotazioni della stessa tre volte in senso orario e tre volte antiorario, come prima questa operazione non deve risultare dolorosa e il grado di movimento che riuscirete ad impartire è prettamente soggettivo.
  7. Il massaggio va eseguito prima ad una delle due ginocchia e di seguito all’altra

Continuiamo ora con l’operazione di pizzicatura dei tendini:

  1. Sempre con la schiena appoggiata flettiamo le gambe mantenendo le piante dei piedi a terra2_bustsed
  2. Agganciamo ora con gli indici ( volendo possiamo anche usare indice, medio e anulare insieme) I due tendini relativi alle muscolature chiamate “Gracile” e “Semitendinoso” nella parte subito sotto il ginocchio
  3. Dovremmo ora eseguire delle vere e proprie pizzicature dei tendini come se si trattasse dell corde di una chitarra, il movimento è eseguito dall’interno verso l’esterno con entrambe le mani in contemporaneamente, sarà molto importante in questa fase mantenere le muscolature della coscia il più possibile rilasciate (specialmente il bicipite femorale ed ovviamente il Semitendinoso ed il gracile).pizzicatura attiva
  4. Durante questo massaggio ciò che ci interessa è sviluppare una vibrazione (non a caso ho posto come esempio le corde di una chitarra) che si ripercuota sull’intera struttura muscolo-tendine per cui se eseguiamo correttamente la tecnica si dovrebbe percepire tale vibrazione fino quasi al gluteo.
  5. Eseguiamo l’operazione per 3-6 ripetizioni.
  6. Il massaggio anch in questo caso va eseguito prima su un ginocchio poi sull’altro di seguito.

Concludiamo la sessione di massaggio con la stimolazione del punto Zu San Li (ST 36) appartenente al Meridiano dello Stomaco.792f16bf0c2666b7b46f542d2ec1fa18images

Questo punto è di semplice individuazione anche per chi non è esperto. Esistono varie tecniche per individuare il punto qui a lato è visualizzata una delle più semplici.

Ora possiamo decidere se eseguire una pressione costante sul punto mantenendola 1 minuto oppure se eseguire dei veloci massaggi verso il basso (nel senso di scorrimento del meridiano) utilizzando i pollici per 81 ripetizioni, la seconda agirà sopratutto nel dare energia alla gamba in generale.

 

Vi ricordo che nel caso dell automassaggio si entra sul punto iN inspirazione e si toglie pressione in espirazione, si esegue anche questa tecnica prima su un ginocchio poi sul’altro.

Con questo termina la sessione di automassaggio per quanto riguarda le ginocchia ovviamente esistono altre tecniche ma questo è sicuramente un ottimo inizio che, oltre a prevenire e combattere le malattie reumatiche proprie delle ginocchia garantisce una buona tonificazione dell’energia delle gambe in generale. La sequenza, per essere efficace, va eseguita con regolarità giornaliera.

Vi ricordo che ogni tecnica va eseguita inoltre con la massima attenzione e concentrazione e riuscire a coordinare il respiro con esse sicuramente gioverà alla loro buona riuscita.

BUONA PRATICA!

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